Londra, le cose da fare senza spendere quasi nulla

Londra è una bellissima città ma molti si lamentano dei suoi prezzi elevati e, allora, pur essendo piena di monumenti e di luoghi da vedere, molto spesso, anche a causa della sua grandezza, ci si accontenta di non allontanarsi troppo dal proprio albergo. Eppure non tutto è a pagamento ed è possibile organizzare qualche giro, anche di natura culturale, senza spendere poi tanto.

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Canada: guida breve ai 20 luoghi da non perdere

paesaggi canada

Gli spazi immensi del Canada sono noti e anche le loro sfumature diverse di colore. Dalle distese infinite di bianco, si passa al verde intenso e le stagioni portano con sé nuove e uniche gradazioni cromatiche. Non si finirebbe mai di girare tale tratto di mondo, ma noi abbiamo selezionato le venti attrazioni che un buon viaggiatore non dovrebbe mai perdere durante un viaggio completo e lungo più di qualche settimana.

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Il monumento più grande del mondo

Siamo in Senegal, il Paese in cui un terzo della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e le strade sono inondate da 50 mila mendicanti, la maggior parte dei quali sotto i 7 anni. Ma è anche il Paese che ospita il più grande monumento al mondo, costato circa 20 milioni di euro e costruito da un’azienda nordcoreana: si tratta di un’enorme statua di bronzo alta 49 metri, posta su una collina alta 100 metri. Raffigura un uomo africano che tiene una donna per mano e un bambino in braccio e simboleggia la rinascita dell’Africa: per questo è rivolta verso l’Oceano Atlantico, sull’estrema punta della costa più occidentale del continente.

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Il Portogallo e la cultura del baccalà

Con il Baccalà portoghese si potrebbe davvero preparare una ricetta diversa ogni giorno e, anzi, con una proposta in più per gli anni bisestili: si, perchè si dice che ne esistano ben 366 e, ovviamente questo rappresenta il piatto tipico dello Stato, sempre presente in qualunque bottega o ristorante con le sue mille varietà. Del resto, la dittatura di Salazàr che ha portato a quaranta anni di totale isolamento, sia a livello politico che commerciale, ha causato una chiusura verso l’esterno e la conseguente conservazione delle tradizioni più radicate nel Paese. La stessa tendenza ha interessato, quindi, pure la cucina e i piatti sono ancora quelli di una volta, senza nessuna connotazione moderna.Il cosiddetto Bacalhau, viene preparato fresco, ma quasi sempre è precedentemente salato ed essiccato e poi viene portato in tavola o bollito o arrosto o sotto forma di zuppa con le patate, quest’ultima ovviamente è preferita in inverno.

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Senegal: piatti tipici e cucina tradizionale

La specialità del Senegal? È sicuramente il ceebu jep, riso con pesce. Ma anche la sua variante alla carne vale la pena di assaggiarla. Per non parlare dell’ottimo pesce arrosto, delle arachidi caramellate dolcissime, e del té kinkelibà, dolce e aromatico.
Non ci sono orari precisi per i pasti, che si fanno quando si ha fame o quando c’è da mangiare: questo rende le cose ancora più complicate perché si rischia di avere fame troppo presto o di arrivare troppo tardi, quando gli altri hanno già terminato quasi tutto.

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Due giorni a Dublino, tra pub e passeggiate

Dublino è conosciuta per la presenza di tanti locali e pub, per la birra Guinness e per la bellezza della città, raggiungibile facilmente se si prenota in anticipo con voli low cost offerti, ad esempio, da Ryanair. Uno dei suoi simboli, si ritrova anche nella bottiglia della famosa bevanda che riporta una arpa. Quest’ultima riprende uno strumento musicale del XV secolo noto con il nome di O’Neill, che è conservato adesso presso la Biblioteca del Trinity College della Capitale irlandese. E’ anche il simbolo nazionale ufficiale dell’intero Stato.

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Brasile, paradisi incontaminati nell’arcipelago Fernando de Noronha

Sono 21 isole dove è possibile entrare spiritualmente in contatto con se stessi e con la natura, lontane dal Brasile mondano, quello del Carnevale, dei costumi sgambatissimi in spiaggia e delle luci notturne dei locali. A Nord-Est, a un’ora di volo da Recife, si trova l’arcipelago di Fernando de Noronha, tutelato dall’Unesco e dedicato ad un numero limitato di visitatori, giusto per non rovinarne l’equilibrio e l’incanto di coste, mare e verde circostante. E’ stata, a questo proposito, istituita da tempo una tassa giornaliera di 35 real quotidiani. Qualche dettaglio in più su tale luogo incontaminato, si può leggere sul sito, in lingua spagnola, all’indirizzo www.noronha.pe.gov.br.

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Goree, l’isola sul bordo del mondo

L’isola di Gorée è un puntino nel mondo, grande appena 36 ettari. Si trova a 3 km a largo di Dakar ed è raggiungibile con appena venti minuti di traghetto, svoltato il lungo molo che racchiude il porto della capitale. Venti minuti intensi quanto un’eternità: respirando l’aria salmastra e spingendo lo sguardo in direzione dell’oceano si ha la sensazione di poter essere inghiottiti da un momento all’altro nell’infinità dell’universo. Poi, come per incanto, dalla leggera foschia del mattino presto appare lei, antichissima e dignitosa. Lunga 300 metri e larga un chilometro, Gorée è un tuffo nel periodo coloniale: non ha spiagge ma grandi caseggiati coloratissimi a picco sul mare, tra muri di pietra lavica, buganvillee fucsia e gialle, portoni pittoreschi e chioschetti di chincaglierie e panini.

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Luberon, parchi naturali e paesaggi collinari


Avrebbe potuto scegliere centinaia di altre location per girare il film “Un’ottima annata”, eppure il regista Ridley Scott, sapeva che c’era solo un posto al mondo dove il suo lungometraggio avrebbe goduto di una luce e di un paesaggio spettacolare: la Provenza ed, in particolare la montagna del Luberon. Per osservare il trionfo della natura che qui mostra tutta la sua bellezza, è meglio girare in moto o con un mezzo privato, magari a primavera inoltrata, ma mentre ci si immerge in un contesto quasi fuori dal mondo, non bisogna dimenticare che i paesi che si attraversano sono piccoli e negozi e ristoranti, non rimangono aperti a lungo. Il rischio è di restare con il cuore pieno di gioia, ma con la pancia vuota.

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Un itinerario tra le vette della Cordillera Blanca peruviana

180 chilometri per venti, dove sono presenti 50 vette sopra i 5.800 metri e una serie di ghiacciai: insomma la più alta catena del globo in zone tropicali. Questa è la Cordillera Blanca peruviana, dedicata non solo agli alpinisti provetti ma a tutti coloro che amano l’avventura, i viaggi fuori dai grandi flussi turistici e i panorami da togliere il fiato.  Per giungere in Perù, si deve scegliere una compagnia aerea che copra la tratta fino a Lima, la sua capitale, come la Tam Airlines, l’American Airlines e l’Iberia. Per entrare nel Paese gli italiani non devono avere il visto per un viaggio di non più di novanta giorni, ma soltanto il passaporto valido per almeno sei mesi dalla data della partenza. Arrivati sull’aereo, devono compilare come avviene per molte altre mete limitrofe, una carta turistica in duplice copia che viene consegnata ai funzionari dell’immigrazione e l’altra si restituisce al momento di tornare in patria.

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